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In bici all’Antica Città di Monterano, nella Riserva Naturale di Canale Monterano

In bici all’Antica Città di Monterano, nella Riserva Naturale di Canale Monterano

Pedalando tra boschi e rovine fino a Monterano

Il percorso è di medio livello: per lunghezza e dislivello richiede un minimo di familiarità con la MTB, ma non presenta tuttavia passaggi tecnici di particolare difficoltà; i tratti più impegnativi dal punto di vista fisico sono in prossimità dell’acceso ad Antica Monterano per la presenza di alcune salite con buona pendenza, che si sviluppano comunque su asfalto o fondo cementato.

Dati tecnici

34 km

Dislivello complessivo: 870 m

Percentuale sterrato: 85%

I sentieri del cinema

Il percorso attraversa luoghi tra i più suggestivi del territorio a nord di Roma, per scenari naturali e storici. Durante il tragitto sarà possibile visitare il Monumento naturale della Caldara di Manziana e il bosco della Macchia Grande di Manziana, due location dipinte dalla geologia e dalla natura, entrambe rese famose da film celebri. Soprattutto il bosco di Macchia Grande è stato immortalato in numerosi spaghetti western, compare più volte nella filmografia del duo Bud Spencer e Terence Hill, ma anche in pellicole più recenti. La Riserva Naturale di Monterano, con le sue celebri rovine è stato set del più romanesco dei film: “Il Marchese del Grillo”; ma anche di tanti altre celebri opere della commedia all’italiana come Brancaleone alle crociate. Recentemente è stato utilizzato  come set nel nuovo film di Ridley Scott “All the money in the world“.

Il percorso

Partendo dalla Tenuta Santa Barbara in località Sambuco (Bracciano) si accede direttamente al bosco; qui, con un divertente snake da fare con attenzione ed attraversando un ponte in legno, raggiungiamo il bellissimo sentiero tra le betulle che ci guida fino alla Caldara. Qui possiamo scendere in sella fino alla polla e rilassarci ammirando un panorama che ha pochi simili in Italia. L’aspetto è quello di un paesaggio lunare, quasi desertico in prossimità del geiser per la forte presenza dello zolfo e contornato dal bosco immediatamente fuori della depressione che caratterizza la zona. Lasciata la Caldara, attraversiamo la provinciale per pedalare alla volta della Macchia Grande di Manziana. Raggiungiamo il bellissimo bosco che ci avvolge con la sua tranquillità e lo attraversiamo per tre quarti della sua lunghezza. Lungo il percorso è possibile incontrare bestiame che pascola libero e si abbevera ai vari fontanili presenti, in corrispondenza di uno dei quali pieghiamo a sinistra e seguiamo il sentiero fino a raggiunger l’ingresso nord del bosco. Usciti dal bosco, seguiamo un sentiero racchiuso nella vegetazione che tramite un piccolo guado ed un tratto in salita su fondo fangoso in alcuni periodi dell’anno ci porta ad incrociare la provinciale per Canale Monterano. Procediamo su asfalto per circa un km, per poi deviare a destra seguendo le indicazioni per Antica Monterano. La strada inizia a salire per un paio di chilometri, fino a diventare una ripida cementata che ci accompagna al punto più altro del percorso. Da qui la cementata procede con alcuni saliscendi che ci conducono alla strada sterrata che termina all’ingresso dell’area archeologica. A questo punto ci possiamo rilassare e goderci un spettacolo fantastico. Con pochi colpi di pedale siamo di fronte all’antico acquedotto che serviva la rocca, e che conserva ancora intatto il suo incredibile fascino. Prendendo il sentiero a sinistra della rocca saliamo il dolce crinale è raggiungiamo quello che forse è la parte più famosa del complesso: la chiesa di San Bonaventura con la sua famosa fontana del Bernini e l’omonimo convento. All’interno della chiesa è ancora presente l’albero di fico sotto il quale sedeva Don Bastiano parlando con il Marchese del Grillo. Proseguendo sul sentiero di fronte alla chiesa, possiamo raggiungere la rocca con i sui suggestivi edifici e la fontana del Leone. Riscendendo dalla rocca, seguiamo il sentiero che ne descrive il perimetro ed attraversiamo la stretta gola su cui si innestano gli archi dell’acquedotto, per ritrovarci nuovamente all’ingresso dell’area archeologica. Nel salutare Antica Monterano riprendiamo a ritroso dapprima la sterrata, poi la cementata percorse all’andata, fino q ritrovarci in prossimità dell’incrocio che conduce al centro abitato di Canale Monterano. Qui possiamo seguire le indicazioni per la Cascata di Diosilla e la “zolfatara” per visitare altri due luoghi caratteristici della zona. La ripida discesa (che sarà la salita da percorrere al ritorno) ci porta ad una scaletta in pietra, scesa la quale possiamo vedere la Cascata di Diosilla, con i suoi incredibili colori dati dalla particolare composizione dell’acqua. Dalla cascata, avendo la possibilità di lasciare le biciclette, parte un breve trekking che conduce alla “zolfatara” (comunque raggiungibile in sella dalla strada); una serie di risorgive e piccoli geiser solfurei che caratterizzano il paesaggio.

Riguadagniamo la sella e percorriamo la ripida ma breve salita che in pochi minuti ci riporta sulla provinciale per Canale Monterano, dalla quale possiamo tuffarci nuovamente nel Bosco di Manziana che ci consente qualche deviazione panoramica rispetto al percorso dell’andata. Usciti dal bosco, riprendiamo il sentiero che costeggia la Caldara per tornare verso la Tenuta Santa Barbara.

Sterrando Bike

Il giro della Caldara e del Bosco di Manziana può essere affrontato da soli oppure affidandosi a una guida esperta, come Sterrando Bike, l’ASD di Bracciano dedicata alle mountain bike.

Andrea Iozzi

Caldara di Manziana

Macchia Grande

Monterano

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