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Tour delle 5 cascate: scopri le meraviglie del Fosso della Mola

Tour delle 5 cascate: scopri le meraviglie del Fosso della Mola

Pedalando tra le cascate del Fosso della Mola

Il percorso è di livello pro: si sviluppa su un terreno non facile, con tratti in acqua e guadi, e un importante dislivello. A chi non è a digiuno di pedali l’itinerario regalerà scenari straordinari per natura e storia: 5 cascate naturali, laghetti, e siti archeologici di prim’ordine.

Lunghezza: 40 km

Dislivello complessivo: 830 m

Sterrato: 80%

L’ITINERARIO

Si parte per Castel Giuliano: incrociata via Castel Giuliano-Sambuco taglia la verde campagna su una veloce sterrata dal buon fondo che porta a incrociare il ponte romano in prossimità della prima cascata. Poco più avanti, inizia la ripida discesa che conduce alle prime due cascate. Qui i biker più smaliziati possono lanciarsi in sella, mentre i più tranquilli scenderanno nella gola con le bici a mano.

Raggiunto il fondovalle, seguendo il sentiero a destra si arriva alla Cascata di Castel Giuliano, con la bellezza delle sue due lingue d’acqua e del laghetto raccolto alla sua base.

Lasciando la cascata e seguendo a piedi il corso d’acqua che piega sulla sinistra, raggiungiamo la Caduta dell’Ospedaletto. Sebbene dalla portata d’acqua sicuramente meno abbondante, questa cascata lascia l’escursionista a bocca aperta per l’altezza e l’imponenza salto dal quale si genera, che domina letteralmente il visitatore. A questo punto si torna indietro fino a riguadagnare la strada che costeggia la sommità della cascata di Castel Giuliano. In prossimità di un vecchio fontanile affrontiamo un piccolo guado e raggiungiamo l’altro lato del canyon. Qui inizia un sentiero da effettuare con attenzione per la presenza di tratti in single track particolarmente infidi, nonché di gradoni e cambi di livello per la presenza di radici e pietre sporgenti.

Dopo un passaggio in brusca pendenza su alcuni lastroni di pietra, piega a destra sul sentiero che incroci, per raggiungere la cascata Braccio di Mare. Questa si mostra con il suo tranquillo getto d’acqua che sembra quasi sgorgare orizzontale dalla parete di roccia e che si tuffa in una splendida piscina naturale che, tra tutte le cascate è quella che maggiormente invita ad un tuffo ristoratore. Si torna indietro fino a raggiungere una piccola radura dove sulla destra si apre un varco nella vegetazione.

Qui, lasciate le biciclette, puoi scendere fino al torrente: sulla destra scorgerai la Cascata dell’Arenile con i suoi due getti d’acqua. E’ la cascata più bassa, ma non la meno suggestiva, anche per la posizione che non ne rende immediata e diretta la visione. Riemettiti in cammino: dopo alcuni chilometri raggiungerai un guado su fondo cementato dal quale si sente in lontananza il rumore dell’ultima cascata. Piegando a sinistra e risalendo il torrente per circa trecento metri pedalando letteralmente nell’acqua (ci si bagna un po’ i piedi), si raggiunge la bellissima Cascata del Moro.

Anche questa cascata domina il visitatore con l’imponenza del suo salto che investe l’enorme masso alla base. Di nuovo un passo indietro indietro, sul letto del torrente, e si prosegue lungo il sentiero raggiungendo le vecchie ferriere. Qui un guado consente di attraversare il torrente e raggiungere l’altro lato della valle.

Superato un ripido tratto in salita si sbuca nell’ampia radura in prossimità di Cerveteri: ancora pochi colpi di pedale e si arriva alla via degli Inferi. Qui si pedala tra la storia in una stretta gola scavata nel tufo, sulle pareti della quale si aprono miriadi di tombe etrusche, offrendo uno spettacolo senza precedenti che lascia letteralmente senza fiato. Si prosegue superando la Necropoli della Banditaccia, fino alla Via del Sepolcro, uno sterrato facile e poco impegnativo, che si inoltra nella campagna in prossimità della Macchia della Signora e lungo la quale possiamo il tumolo etrusco detto Tomba Campana, risalente al 600 a.C.

Il sentiero prosegue per lo più in piano costeggiando la provinciale, fino ad incrociarla, percorrendone un breve tratto, per poi iniziare a risalire lungo le colline che conducono fino a Castel Giuliano. Lasciata la provinciale, il sentiero inizia a salire dapprima su asfalto che lascia presto il posto ad un divertente sterrato racchiuso tra alberi ed arbusti che costeggiano il percorso, fino poi a raggiungere la strada per Castel Giuliano.

Sterrando Bike

Il giro della Cinque Cascate può essere affrontato da soli oppure affidandosi a una guida esperta, come Sterrando Bike, l’ASD di Bracciano dedicata alle mountain bike.

Andrea Iozzi

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